Gli astronomi scoprono una galassia composta al 99% da materia oscura

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Gli astronomi hanno identificato una galassia eccezionalmente dominata dalla materia oscura, denominata CDG-2, che è composta al 99% di materia oscura in massa. Questa scoperta, effettuata utilizzando i telescopi spaziali Hubble ed Euclid, mette alla prova la nostra comprensione di come si formano ed evolvono le galassie. Mostra anche la potenza delle nuove tecniche di osservazione nel rilevare strutture precedentemente nascoste in bella vista.

La natura spettrale del CDG-2

Situata a circa 245 milioni di anni luce di distanza, CDG-2 è una galassia quasi invisibile a causa del suo numero di stelle estremamente basso. Le galassie standard sono tenute insieme dalla materia oscura, che supera la materia visibile all’incirca cinque a uno. Tuttavia, CDG-2 è un’anomalia estrema: la materia oscura costituisce il 99% della sua massa totale.

Il motivo per cui questo è significativo è perché la materia oscura, sebbene non rilevabile dalla luce, esercita un’attrazione gravitazionale che governa la struttura delle galassie. Senza di essa, le galassie si disperderebbero. La composizione estrema di CDG-2 suggerisce che alcune galassie potrebbero formarsi in ambienti in cui la materia oscura domina quasi completamente.

Come è stata rilevata questa galassia?

Il team ha scoperto CDG-2 mentre studiava densi ammassi di stelle, chiamati ammassi globulari. Questi ammassi spesso suggeriscono la presenza di deboli galassie vicine. Dopo aver identificato dieci candidati a bassa luminosità, i ricercatori si sono rivolti a Hubble, Euclid e al telescopio Subaru alle Hawaii per avere conferma.

I dati di Hubble hanno rivelato quattro ammassi globulari strettamente raggruppati nell’ammasso della galassia Perseo (a 300 milioni di anni luce di distanza). Ulteriori osservazioni hanno rivelato un debole bagliore che circonda questi ammassi, confermando l’esistenza di una galassia nascosta, quasi invisibile.

“Questa è la prima galassia rilevata esclusivamente attraverso la popolazione del suo ammasso globulare”, afferma David Li dell’Università di Toronto.

Il mistero delle stelle mancanti

La debolezza di CDG-2 suggerisce che una volta conteneva più stelle, ma queste sono state probabilmente spazzate via dalle interazioni gravitazionali con altre galassie. Gli ammassi globulari, tuttavia, sono abbastanza densi da resistere a tale disgregazione, rendendoli gli unici traccianti rimasti di questa galassia spettrale.

La galassia contiene circa 6 milioni di stelle simili al Sole, ma la maggior parte della sua massa è ancora costituita da materia oscura. Ciò significa che CDG-2 potrebbe essere una reliquia dell’universo primordiale, dove si formarono prima gli aloni di materia oscura e poi la materia visibile si accumulò.

Implicazioni e ricerca futura

La scoperta di CDG-2 offre uno sguardo raro su una galassia spinta al limite estremo del dominio della materia oscura. Lo studio di tali oggetti aiuta gli astronomi a perfezionare i loro modelli di formazione delle galassie e a comprendere meglio la distribuzione della materia oscura nell’universo. La ricerca futura si concentrerà sulla ricerca di galassie estreme simili per verificare se CDG-2 sia un’anomalia o faccia parte di una popolazione più ampia.

Questa scoperta rafforza l’idea che la materia oscura non è solo una componente misteriosa dell’universo ma una forza attiva che modella la struttura delle galassie.