SPHEREx della NASA fornisce la prima mappa dell’intero cielo, svelando i misteri cosmici

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Il telescopio SPHEREx (Spectro-Photometer for the History of the Universe, Epoch of Reionization, and Ices Explorer) della NASA ha completato con successo la sua scansione inaugurale dell’intero cielo, offrendo un set di dati mozzafiato e di inestimabile valore scientifico. Lanciato nel marzo 2024, l’osservatorio sta già fornendo informazioni senza precedenti sugli albori dell’universo e sull’evoluzione delle galassie.

Svelare l’Universo primordiale

L’obiettivo principale di SPHEREx è quello di risalire al primo trilionesimo di trilionesimo di secondo dopo il Big Bang. Questo periodo è fondamentale perché ha modellato la distribuzione della materia nell’universo, influenzando in ultima analisi il luogo in cui si sono formate le galassie. Mappando il cielo su 102 diverse lunghezze d’onda, gli scienziati sperano di capire come queste condizioni iniziali abbiano portato alla disposizione 3D di centinaia di milioni di galassie che osserviamo oggi.

L’evoluzione galattica e i semi della vita

SPHEREx non si concentra solo sul lontano passato. I dati tracceranno anche il modo in cui le galassie si sono evolute nel corso dei 13,8 miliardi di anni successivi al Big Bang. Un aspetto chiave di questa ricerca è comprendere come gli elementi essenziali per la vita, come carbonio, ossigeno e azoto, fossero diffusi nel cosmo. Questa conoscenza potrebbe far luce sulle condizioni che hanno permesso alla vita di emergere sulla Terra.

Come funziona SPHEREx

Il telescopio opera orbita attorno alla Terra lungo un percorso conico unico, effettuando la scansione dal Polo Nord al Polo Sud circa 15 volte al giorno. Ciascuna orbita cattura 3.600 immagini e l’effetto combinato dell’orbita terrestre attorno al sole crea un campo visivo variabile, garantendo una copertura completa del cielo. Il completamento della mappa iniziale ha richiesto sei mesi, con SPHEREx che prevedeva di eseguire altre tre scansioni a tutto cielo durante la sua missione primaria di due anni.

“È incredibile la quantità di informazioni che SPHEREx ha raccolto in soli sei mesi: informazioni che saranno particolarmente preziose se utilizzate insieme ai dati delle altre nostre missioni per comprendere meglio il nostro universo”, ha affermato Shawn Domagal-Goldman, direttore della divisione di astrofisica presso la sede della NASA.

Impatto e prospettive future

La missione SPHEREx rappresenta un significativo passo avanti nel campo dell’astrofisica. I funzionari della NASA ritengono che ogni astronomo troverà valore in questi dati, che integreranno i set di dati esistenti di altre missioni.

La capacità dell’osservatorio di fornire “grande scienza” da una missione di medie dimensioni sottolinea l’impegno della NASA verso esplorazioni e scoperte audaci. Mentre SPHEREx continua le sue scansioni, i dati combinati creeranno un quadro sempre più dettagliato dell’universo, rispondendo potenzialmente ad alcune delle domande più fondamentali dell’umanità sulle nostre origini cosmiche.