Il presidente Trump ha formalmente revocato una scoperta scientifica fondamentale che stabilisce che le emissioni di gas serra costituiscono una minaccia per la salute pubblica e l’ambiente. Questa azione smantella di fatto la base giuridica primaria dell’Environmental Protection Agency (EPA) per la regolamentazione degli inquinanti legati ai cambiamenti climatici, tra cui l’anidride carbonica e il metano.
La scoperta della minaccia di estinzione: un cambiamento storico
Per decenni, i presidenti di entrambi i principali partiti – tra cui Richard Nixon e George H.W. Bush – hanno riconosciuto i pericoli del cambiamento climatico sulla base di prove scientifiche. La “constatazione di pericolo”, inizialmente stabilita sotto l’amministrazione Obama, ha consentito all’EPA di imporre limiti alle emissioni di gas serra da centrali elettriche, veicoli e altre importanti fonti. Annullando questa conclusione, l’amministrazione Trump segnala un completo rifiuto di tale consenso.
Implicazioni per la politica climatica
La mossa è una vittoria per gli attivisti conservatori e per l’industria dei combustibili fossili, che da tempo cercano di fermare la transizione verso le fonti energetiche rinnovabili. Rimuove un importante ostacolo normativo per le compagnie petrolifere, del gas e del carbone, minando allo stesso tempo gli sforzi internazionali per combattere il riscaldamento globale.
“Si tratta di una questione enorme”, ha dichiarato il presidente Trump, insieme all’amministratore dell’EPA Lee Zeldin. “Stiamo ufficialmente mettendo fine alla cosiddetta ‘accertamento del pericolo’, una politica disastrosa dell’era Obama.”
La decisione consente di fatto un aumento delle emissioni, potenzialmente esacerbando eventi meteorologici estremi come ondate di caldo, siccità e incendi. Sebbene le conseguenze legali di questa inversione di rotta siano complesse, l’effetto immediato è un indebolimento delle protezioni federali sul clima.
Contesto e prospettive future
L’azione rientra in un modello più ampio di smantellamento delle normative ambientali da parte dell’amministrazione Trump. Le conseguenze a lungo termine potrebbero includere progressi più lenti verso l’adozione delle energie rinnovabili, un aumento dell’inquinamento e un’ulteriore resistenza agli accordi internazionali sul clima. La mossa solleva interrogativi sul futuro della politica climatica degli Stati Uniti e sull’impegno del Paese nell’affrontare la crescente minaccia del riscaldamento globale.
In conclusione, la decisione del presidente Trump di eliminare l’autorità climatica dell’EPA rappresenta una battuta d’arresto significativa per la protezione ambientale e un chiaro allontanamento da decenni di consenso scientifico. Le implicazioni di questa azione si faranno sentire probabilmente negli anni a venire, mentre gli Stati Uniti affrontano il proprio ruolo in un panorama climatico in rapido cambiamento.
