Hubble conferma che la Nebulosa del Granchio è ancora in espansione dopo 1.000 anni

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La Nebulosa del Granchio, residuo di una supernova osservata dagli antichi astronomi nel 1054 d.C., continua ad espandersi visibilmente anche oggi. Le nuove immagini del telescopio spaziale Hubble, se confrontate con le foto scattate 25 anni prima, dimostrano un movimento verso l’esterno chiaro e misurabile dei filamenti luminosi della nebulosa. Ciò conferma che la nebulosa non è una reliquia statica di un evento passato, ma un sistema dinamico ancora attivamente in evoluzione.

Origini storiche: una supernova vista attraverso le culture

L’origine della Nebulosa del Granchio è ben documentata nei documenti storici. Nel 1054, una supernova brillò intensamente per settimane nella costellazione del Toro, visibile anche durante il giorno. Gli astronomi in Cina, Giappone e Medio Oriente hanno tutti registrato meticolosamente questa “guest star”, rendendola una delle esplosioni cosmiche più attendibilmente documentate della storia. Secoli dopo, nel XVIII secolo, fu scoperta la nebulosa stessa.

Edwin Hubble collegò successivamente la nebulosa all’evento del 1054, ma il vero motore dietro la sua espansione non fu compreso fino alla scoperta di una pulsar al suo centro.

Il ruolo della Pulsar nella continua espansione

La pulsar, una stella di neutroni in rapida rotazione, è la chiave della continua evoluzione della Nebulosa del Granchio. A differenza di molti resti di supernova che si espandono a causa delle onde d’urto iniziali, l’espansione della Nebulosa del Granchio è guidata dal potente campo magnetico della pulsar, che scaglia particelle cariche verso l’esterno a circa 3,4 milioni di miglia all’ora (5,5 milioni di km/h). Questa energia sostiene il bagliore della nebulosa e ne accelera la crescita.

“Tendiamo a pensare al cielo come a qualcosa di immutabile, immutabile”, afferma William Blair, astronomo della Johns Hopkins University. “Tuttavia, grazie alla longevità del telescopio spaziale Hubble, anche un oggetto come la Nebulosa del Granchio si rivela essere in movimento, ancora in espansione dopo l’esplosione avvenuta quasi un millennio fa”.

Le immagini ad alta risoluzione rivelano strutture dettagliate

La Wide Field Camera 3 di Hubble (installata nel 2009) fornisce una chiarezza senza precedenti. Le nuove immagini rivelano strutture 3D, con variazioni di colore che indicano la temperatura e la composizione del gas. Le regioni blu rappresentano il gas più caldo e meno denso, mentre le tonalità gialle e rosse indicano zolfo e ossigeno energizzati. La recente rielaborazione delle immagini più vecchie garantisce un livello di dettaglio coerente per confronti accurati.

Il telescopio spaziale James Webb ha anche catturato immagini straordinarie della Nebulosa del Granchio nel 2023, fornendo mappe ancora più dettagliate della polvere cosmica all’interno del suo guscio in espansione.

La continua espansione della Nebulosa del Granchio serve a ricordare potentemente che l’universo non è congelato nel tempo. Anche gli eventi cosmici vecchi di secoli continuano a svolgersi, offrendo agli astronomi un’opportunità unica per studiare l’evoluzione a lungo termine dei resti stellari.