L’epidemia misteriosa di Hantavirus su una nave da crociera nell’Antartide solleva domande sulla trasmissione

2

Tre passeggeri a bordo della nave da crociera antartica MV Hondius sono morti a causa di una sospetta infezione da hantavirus, provocando l’evacuazione di altri tre casi sospetti verso strutture mediche nei Paesi Bassi. L’incidente ha innescato un’indagine di sanità pubblica su come un virus trasmesso dai roditori, raramente noto per la trasmissione da uomo a uomo, si è diffuso tra i passeggeri durante un viaggio che attraversa l’Atlantico meridionale e isole remote.

La nave, partita da Ushuaia, in Argentina, il 1° aprile, ha visitato l’Antartide, la Georgia del Sud, l’Isola dell’Usignolo, Tristan da Cunha, Sant’Elena e l’Isola dell’Ascensione. A bordo si sono verificati due decessi, mentre un terzo passeggero è morto in Sud Africa poco dopo lo sbarco a Sant’Elena. Un cittadino britannico rimane in terapia intensiva a Johannesburg e un passeggero svizzero che ha lasciato la nave a fine aprile è risultato positivo al virus. Nel frattempo, due passeggeri britannici asintomatici si stanno autoisolando sotto la guida dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito.

Identificazione del virus: il ceppo andino

Gli Hantavirus sono una famiglia di virus trasportati principalmente dai roditori. L’infezione si verifica tipicamente quando gli esseri umani entrano in contatto con l’urina, gli escrementi o la saliva dei roditori, spesso attraverso l’inalazione di particelle aerosol in ambienti contaminati. Tuttavia, il ceppo identificato in questa epidemia, il virus delle Ande, è distinto perché è uno dei pochi hantavirus in grado di diffondersi da persona a persona.

  • Nelle Americhe: Gli Hantavirus come il virus delle Ande provocano la sindrome cardiopolmonare da Hantavirus (HCPS), una grave malattia respiratoria con un tasso di mortalità fino al 50%.
  • In Europa e in Asia: Diversi ceppi causano la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS), che colpisce principalmente i reni e i vasi sanguigni.

L’Istituto nazionale per le malattie trasmissibili del Sud Africa ha confermato che due passeggeri sbarcati sono risultati positivi al virus delle Ande. Questa conferma è fondamentale perché sposta l’attenzione dalla tipica esposizione ambientale alla possibilità di trasmissione secondaria tra contatti stretti.

Sintomi e progressione

I primi segni di infezione da hantavirus sono spesso aspecifici e simil-influenzali, tra cui:
* Febbre
* Dolori muscolari
* Mal di testa
* Disturbi gastrointestinali

Per coloro che sviluppano l’HCPS, la condizione può rapidamente progredire fino a grave insufficienza respiratoria. La diagnosi richiede esami del sangue specializzati, poiché i sintomi iniziali imitano altre malattie virali comuni. Questo ritardo nell’identificazione può complicare gli sforzi di contenimento, in particolare in ambienti chiusi come le navi da crociera.

Come si è diffuso?

Tradizionalmente, l’hantavirus non è considerato contagioso tra gli esseri umani. L’infezione di solito deriva dall’esposizione ad aree infestate da roditori, come magazzini di alimenti, cabine o spazi scarsamente ventilati. Attività come la pulizia, l’agricoltura o i lavori forestali aumentano il rischio a causa del potenziale contatto con materiali contaminati.

Tuttavia, il virus delle Ande rappresenta un’eccezione. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la trasmissione da uomo a uomo è documentata ma rara. In genere richiede:
1. Contatto stretto e prolungato (ad esempio, membri della famiglia o partner intimi).
2. Fase iniziale della malattia, quando la carica virale è massima.

“Il fatto che siano stati identificati casi in persone associate alla stessa nave non ci dice di per sé se l’esposizione è avvenuta sulla nave, prima dell’imbarco, durante le escursioni a terra o attraverso qualche altra esposizione ambientale condivisa”, ha affermato Roger Hewson della London School of Hygiene & Tropical Medicine.

Perché questa epidemia è importante

Questo incidente evidenzia la complessità del monitoraggio delle malattie nelle reti di viaggio globali. Sebbene l’hantavirus sia endemico in alcune regioni, la sua comparsa su una nave da crociera solleva interrogativi sulla biosicurezza e sui protocolli di igiene negli spazi confinati.

Adam Taylor della Lancaster University osserva che l’allarme pubblico non è necessario, sottolineando che la trasmissione di solito richiede il contatto diretto con i fluidi corporei degli animali piuttosto che l’interazione umana casuale. Tuttavia, l’epidemia sottolinea l’importanza di:
* Rigorose indagini sulla salute pubblica.
* Conferma di laboratorio e sequenziamento del virus per risalire alla fonte.
*Misure igienico-sanitarie migliorate negli spazi abitativi condivisi.

Sono attualmente in fase di implementazione delle precauzioni sulla MV Hondius per ridurre al minimo ulteriori rischi. Mentre le indagini continuano, l’attenzione resta nel determinare se l’esposizione iniziale si è verificata sulla nave o durante viaggi precedenti, garantendo che future epidemie possano essere prevenute attraverso interventi mirati.