Una nuova iniziativa di conservazione sta portando speranza alla popolazione di anguille europee in grave pericolo di estinzione nel fiume Tees, trasformando un ex corso d’acqua industriale in un santuario per il recupero. Finanziato da Natural England, il progetto “Eels of Steel”, guidato dal Tees Rivers Trust, mira ad accelerare il ritorno della specie migliorando la qualità dell’habitat e promuovendo l’impegno pubblico nei confronti di questa creatura incompresa.
La crisi: un calo del 98%.
L’urgenza del progetto è sottolineata da statistiche crude. Dagli anni ’80, la popolazione dell’anguilla europea è crollata fino al 98% in tutte le fasi della vita. Di conseguenza, la specie è ora elencata come in pericolo critico nella Lista rossa delle specie minacciate dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (IUCN).
Questo drammatico declino non è dovuto a un’unica causa, ma piuttosto a una “tempesta perfetta” di pressioni ambientali:
* Perdita e frammentazione dell’habitat: Barriere come dighe e sbarramenti impediscono la libera circolazione tra gli ambienti di acqua dolce e quelli marini.
* Inquinamento e cambiamenti climatici: L’aumento della temperatura dell’acqua e i contaminanti chimici degradano la qualità dei loro spazi abitativi.
* Sfruttamento eccessivo: La storica pesca eccessiva ha avuto un grave impatto sugli stock riproduttivi.
Perché l’anguilla è importante
Nonostante la loro reputazione di “grossolane e viscide”, le anguille europee sono componenti critici degli ecosistemi marini, salmastri e di acqua dolce. Fungono sia da predatori che da prede, collegando diverse zone ecologiche. Tuttavia, il loro complesso ciclo di vita li rende particolarmente vulnerabili alle interferenze umane.
Il viaggio dell’anguilla è una delle migrazioni più straordinarie della natura:
1. Deposizione delle uova: gli adulti viaggiano per migliaia di chilometri fino al Mar dei Sargassi nel Nord Atlantico per riprodursi.
2. Migrazione: Le “anguille cieche” giovanili (di età compresa tra uno e due anni) si schiudono e migrano attraverso l’Oceano Atlantico verso l’Europa. Questi giovani traslucidi sono una meraviglia di adattamento, progettati per i viaggi in mare aperto.
3. Crescita: una volta raggiunti i fiumi europei, si trasformano in anguille gialle, crescendo e nutrendosi in habitat di acqua dolce.
4. Ritorno: Una volta maturi, subiscono cambiamenti fisiologici per diventare anguille argentate, pronte a tornare a nuoto verso il mare per completare il ciclo.
Qualsiasi barriera o fattore di stress ambientale interrompe questa delicata catena, minacciando la sopravvivenza della specie.
Obiettivi del progetto: Habitat e Percezione
Il programma “Anguille d’acciaio” si concentra su due percorsi paralleli: ripristino ecologico e istruzione pubblica.
Monitoraggio ecologico
Tra aprile e novembre, i volontari e il personale del Tees Rivers Trust conducono conteggi e misurazioni settimanali delle anguille che passano attraverso lo sbarramento del fiume. Questi dati sono cruciali per comprendere i modelli di migrazione e valutare l’efficacia dei miglioramenti degli habitat. Rimuovendo le barriere e migliorando la qualità dell’acqua, il progetto mira a creare un corridoio che consenta alle anguille di nuotare liberamente a monte e a valle.
Cambiare la percezione pubblica
La Project Manager Ellie Ward sottolinea la sfida di superare i pregiudizi del pubblico. “È sorprendente vedere quanto le persone si interessino quando vengono a conoscenza del loro incredibile ciclo di vita”, ha osservato Ward. Indica la natura affascinante delle anguille cieche, quasi traslucide e perfettamente adattate alla migrazione oceanica, come chiave per spostare le percezioni dal disgusto al fascino.
“Le anguille cieche sono affascinanti, quasi traslucide: un adattamento alla migrazione oceanica.”
— *Ellie



























