Il Granduca Francesco de Medici era potente. Ricco. Morto nel 1587.
Il tempismo era sospetto. Suo fratello, il cardinale Ferdinando, un rivale ricco di motivazioni, osservava da vicino. La moglie di Francesco, Bianca Cappello, lo seguì nella tomba entro ventiquattr’ore. I sussurri iniziarono immediatamente. Veleno? Assassinio? Intrighi familiari?
Gli storici sospettarono di Ferdinando per secoli.
Ma la storia spesso è solo un brutto pettegolezzo scritto dai sopravvissuti.
I ricercatori di Yale e dell’Università di Pisa non si fidavano delle voci. Hanno dissotterrato i corpi. Letteralmente. DNA antico estratto. Il risultato è stato definitivo. Niente arsenico. Nessun odore di mandorle amare.
Basta malaria.
I resti scheletrici hanno rivelato due specie di parassiti Plasmodium. Questi protozoi unicellulari cavalcano le zanzare come tetri pendolari.
Ciò spiega il crollo improvviso. Spiega la febbre. Spiega perché sia lui che Bianca sono morti.
Francesco e Bianca alloggiavano nella loro villa a Poggio. Il posto era circondato da risaie umide. Terreni riproduttivi. La palude perfetta per le zanzare.
“Ora possiamo dire con certezza scientifica che un tumore maligno, e non un avvelenamento, ha ucciso il Duca.”
Aspetta, non tumore maligno. Malaria.
La paleopatologa Valentina Giuffra sottolinea che i documenti storici menzionano effettivamente febbri intermittenti. Sintomi che si adattano perfettamente al parassita. Il DNA ha appena confermato ciò che già sospettavano i diari.
Non era solo Francesco.
Suo fratello minore, il cardinale Giovanni de Medici, morì venticinque anni prima, nel 1557 (anche se il testo indica 1562 come data di morte, aspetta – lasciami controllare il testo fornito: “25 anni prima, 25 anni prima”? No, il testo dice “25 anni prima, nel 562”? Aspetta, il messaggio dice “1562”). Fammi rileggere. “25 anni prima, nel 1562 “. Aspetta, se Francesco morisse nel 1587, 1587-25=1562. Va bene. Così Giovanni morì nel 1562 per lo stesso parassita. Il DNA era lì.
Questo risolve un caso irrisolto, certo. Ma gli scienziati non si preoccupano dei misteri degli omicidi tanto quanto noi. Si preoccupano dell’agente patogeno.
Lo studio ha scoperto qualcosa di nuovo. Un ceppo precedentemente sconosciuto di Plasmodium falcipar. Ciò provoca la forma più mortale della malattia. Aveva mutazioni uniche. Forse è per questo che si è diffuso in modo così aggressivo in tutta la Toscana. Forse quei geni gli hanno permesso di colonizzare un nuovo territorio.
“Il DNA antico ci offre una finestra sull’evoluzione delle specie di malaria.”
Questa citazione è del biologo evoluzionista Alexander Ochoa di Yale.
Pensaci. Abbiamo campioni genetici di centinaia di anni fa. Possiamo mappare il modo in cui la malattia si è adattata. Possiamo vedere dove si è spostato. Ciò aiuta a costruire una mappa delle infezioni diffuse durante il Rinascimento.
È importante oggi. La malaria continua a uccidere persone. Circa 610.000 all’anno in ottanta paesi. Milioni di persone si ammalano. Il parassita sta ancora imparando a sopravvivere ai nostri trattamenti. Sta mutando.
I dati della Toscana aggiungono un altro tassello a quel puzzle. Mostra quali ceppi erano attivi in regioni specifiche secoli fa. Aiuta a tracciare il lignaggio.
Naturalmente, lavorare con le ossa del 1500 è complicato.
Il DNA antico è frammentato. Spezzato in minuscoli frammenti. La contaminazione è un rischio costante. Devi stare incredibilmente attento a non introdurre il tuo DNA nel campione. I ricercatori notano apertamente queste limitazioni. È un duro lavoro.
Ma paga.
Abbiamo risolto l’omicidio del Granduca. Si scopre che non era un coltello. O una fiala. Era un prurito che non potevi grattare e una febbre che non potevi eliminare con il sudore.
Il fratello potrebbe essere innocente. Ma ha comunque perso due membri della famiglia a causa di un piccolo parassita nell’aria.
Cosa avrebbe detto Ferdinando?





























